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La ripresa di una costante (ciclica) preghiera in questa intenzione, in particolare nella forma della Settimana della Preghiera  per le Nuove Famiglie, può diventare uno degli effetti permanenti delle Giornate Mondiali della Gioventù. 

 

L’ispirazione per il contenuto della Preghiera per la Nuova Famiglia viene  dalla preghiera di Giovanni Paolo II per la ricostruzione della famiglia, esortazione Familiaris Consortio e omelia di Papa Francesco con la quale è iniziato il Sinodo dei Vescovi sulla famiglia.

 

 

Perché c’è bisogno di questa preghiera:

 

– Si stanno avvicinando le Giornate Mondiali della Gioventù, alle quali partecipano più le persone di stato civile nobile in età 18-35 anni.

– la „Civilizzazione Single” è segno dei nostri tempi.

–  In Comunità Europea le persone che vivono da sole sono di più in percentuale. Nella Comunità Europea le persone che vivono con lo status da single formano il gruppo più numeroso di tutti i nuclei familiari  (32,7%, Eurostat 2014/2015). Questo fenomeno riguarda principalmente le grandi città.

– La maggioranza di persone di stato civile libero vuole contrarre il matrimonio e formare delle famiglie: le ragioni della loro solitudine sono molto diversificate. Molte di queste persone appartengono al gruppo di „non sposati” per colpa di altre persone (MT. 19,12), a causa del postmodernismo e della cultura di „non accettazione” (cultura dello scarto).

– Più preghiere di Nuove Famiglie fa mettere attenzione per la crescita di persone di stato civile single, che stanno già senza aiuto, non curate dalla Chiesa.

– La Chiesa sta festeggiando la settimana di preghiera delle vocazioni di preti, fratti e suore. Anche c’è bisogno di usare la costante preghiera per le nuove famiglie, e aiutare a realizzare la principale vocazione di noi umani: il sacramento del matrimonio.

– La preghiera per la nuova Famiglia include non solo la preghiera di Nuove Famiglie ma va avanti e fa vedere come ci sia bisogno dei  valori per costruire una famiglia.

– Il bene della Famiglia è uno delle priorità della Chiesa, come viene riflettuto anche nel sinodo dei vescovi. Il frutto del Sacramento del Matrimonio dipende dalla sua radice, si inizia non solo dalla formazione di fidanzati o dall’esperienza di crescita nella famiglia, ma soprattutto dalla capacità del singolo individuo a  sviluppare e prendere da solo decisioni mature.

– Le persone che vivono da sole sono in pericolo e si sentono isolate. Le parole di Madre Teresa di Calcutta: „La più grande povertà delle persone non è la povertà, non è la malaria; ma è la solitudine e sentirsi inutile” – quella frase  ci mette alla luce di un contesto di  mancanza di nuove convocazioni della Famiglia. Le nuove forme di aiuto e le preghiere per questa povertà diventano indispensabili.

– Con le preghiere e altre iniziative „Incontra Dio, Te e un altra persona” aiutano a costruire una proposta  del  Papa Francesco „Cultura di Incontro”.

L’iniziativa è nata dai gruppi dei cristiani Single di Varsavia (dai gruppi degli Adulti di stato civile libero). Stanno organizzando dal 2015 in maniera ciclica, incontri per i Single, durante il periodo di avvento – una settimana di preghiere per le Nuove Famiglie e tanti altri incontri (stimolanti e di interesse comune).

 

Fonte del testo:

“Aiutaci a ricostruire la famiglia polacca come una sacra alleanza sacramentale di persone, come un rifugio di generazioni. Che questa famiglia sia un autentico ambiente d’amore e di vita, vero, responsabile. Sia ogni famiglia la prima scuola del grande comandamento dell’amore – di quell’amore, che “è paziente, è benigno”, che “non cerca il suo interesse… non tiene conto del male ricevuto”, che “si compiace della verità” di un amore che “tutto sopporta”.

Aiutaci a ricostruire la famiglia polacca. Il futuro dell’uomo passa attraverso le famiglie. Dalle famiglie dipende il futuro dell’uomo sulla terra patria. Da esse dipende il futuro della Polonia.”

Giovanni Paolo II, Varsavia,  9 giugno 1991
 

«L’uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l’amore, se non si incontra con l’amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente» (18).

 

lo Spirito Santo effuso nella celebrazione sacramentale offre agli sposi cristiani il dono di una comunione nuova d’amore che è immagine viva e reale di quella singolarissima unità, che fa della Chiesa l’indivisibile Corpo mistico del Signore Gesù. (19)

 

Una rivelazione e attuazione specifica della comunione ecclesiale è costituita dalla famiglia cristiana, che anche per questo può e deve dirsi «Chiesa domestica». (21)

 

Il dono dello Spirito è comandamento di vita per gli sposi cristiani, ed insieme stimolante impulso affinché ogni giorno progrediscano verso una sempre più ricca unione tra loro a tutti i livelli – dei corpi dei caratteri, dei cuori, delle intelligenze, e delle volontà, delle anime (cfr. Giovanni Paolo PP. II, Discorso agli Sposi, 4 [Kinshasa, 3 maggio 1980]: AAS 72 [1980], 426s), – rivelando così alla Chiesa e al mondo la nuova comunione d’amore, donata dalla grazia di Cristo. (21)

Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio

 
“Dio non ha creato l’essere umano per vivere in tristezza o per stare solo, ma per la felicità, per condividere il suo cammino con un’altra persona che gli sia complementare; per vivere la stupenda esperienza dell’amore: cioè amare ed essere amato; e per vedere il suo amore fecondo nei figli, come dice il salmo che è stato proclamato oggi. (…) Ecco il sogno di Dio per la sua creatura diletta: vederla realizzata nell’unione di amore tra uomo e donna; felice nel cammino comune, feconda nella donazione reciproca.”

Omelia del santo Padre Francesco
Santa Messa per L’apertura della XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi